Una corretta respirazione è un aspetto importante per praticare qualsiasi attività sportiva, sia agonistica che amatoriale

Una corretta respirazione è un aspetto fondamentale per praticare qualsiasi disciplina sportiva. L’importanza del respiro trova profonde radici nelle culture orientali che sulle tecniche di respirazione hanno elaborato una vera e propria filosofia di benessere fisico e psichico. Quando si corre, si pedala o si pratica attività fisica in palestra, il metabolismo si innalza e le richieste energetiche di molti organi aumentano. Di conseguenza per garantire un maggior apporto di sangue, ossigeno e nutrienti ai tessuti, la portata cardiaca e la ventilazione polmonare si incrementano.

L’aumento di ventilazione si può realizzare essenzialmente tramite l’aumento della profondità del respiro e l’aumento della frequenza respiratoria. Nelle attività anaerobiche come ad esempio gare di sprint, sollevamento pesi e body building non ha senso però parlare di respirazione dato che lo sforzo muscolare avviene molto spesso in apnea. Si tratta di prestazioni di breve durata e trattenere il fiato permette all’atleta di coordinare al meglio i movimenti, di sviluppare una maggior forza e di proteggere la schiena dal sollevamento di carichi pesanti. L’apnea assoluta, tuttavia, ha delle controindicazioni soprattutto per i soggetti cardiopatici, ipertesi e diabetici che dovrebbero evitare questa situazione.

Durante unattività di tipo aerobico di medio bassa intensità, invece, la frequenza e soprattutto la profondità del respiro aumentano in maniera proporzionale all’aumentare dello sforzo. In questa situazione l’atleta può respirare con il naso, avverte un po’ di fatica ma è ancora lontano dall’affanno. La percezione del respiro è dunque molto utile per regolare l’intensità dell’esercizio in quei soggetti un po’ inesperti che non utilizzano il cardiofrequenzimetro, il dispositivo in grado di rilevare istantaneamente la frequenza cardiaca. Quando l’intensità cresce ulteriormente e si avvicina al massimale la ventilazione aumenta più del consumo di ossigeno. In pratica se l’intensità aumenta del 10% la risposta ventilatoria aumenta, ad esempio, del 20% grazie ad uno spiccato incremento della ventilazione e soprattutto della frequenza dei respiri.

Quando l’esercizio fisico è particolarmente intenso, soprattutto oltre la soglia anaerobica, questo aumento è maggiore da parte della ventilazione rispetto al consumo di ossigeno richiesto, e la principale causa di questo “fiatone” è l’acido lattico. L’accumulo di quest’ultimo nel sangue viene in parte neutralizzato dai “sistemi tampone” tramite una reazione chimica che libera acqua ed anidride carbonica, sostanza tossica in forma gassosa per l’organismo che deve essere eliminata attraverso il respiro. In queste condizioni la richiesta di ossigeno e la necessità di eliminare anidride carbonica aumentano vertiginosamente costringendo il soggetto a respirare sia con il naso che con la bocca, e comunque con la massima capacità possibile.

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Il ruolo della respirazione nell'attività sportiva

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