Il ritratto feroce della provincia italiana nel noir di Davide Bacchilega

Romagna. Niente spiagge affollate e ombrelloni colorati, stavolta. In inverno ogni immagine da cartolina è offuscata da una nebbia talmente fitta che tutto appare torbido e minaccioso. Come le lettere anonime che tre ex ragazze squillo ricevono prima di Natale. Come la serie di crimini che in pochi giorni travolge vite tanto diverse quanto legate senza scampo l’una all’altra. Questo lo scenario presente nel libro “Più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati” scritto da Davide Bacchilega ed edito da Las Vegas Edizioni.

Le vite in gioco quelle di Michele, giornalista di cronaca nera sempre a caccia di cattive notizie; di Mauro, tanatoprattore, l’addetto al trattamento estetico delle salme, con un’insana passione per i cadaveri e i quiz televisivi. Di Barbara, moderna prefica ingaggiata per piangere ai funerali. Di Giorgia, affetta da una malattia rara che le impedisce di ricordare i volti. Dei rispettabili frequentatori del Circolo, un club di notabili locali sede di intrighi di potere e scambi sessuali. Senza dimenticare Ermes, “imprenditore del piacere” con mire politiche, e il suo cane Arrigosacchi.

Nel noir firmato da Davide Bacchilega (Las Vegas edizioni, della collana “I jackpot” ) ci viene offerto un quadro feroce della provincia italiana e della Romagna in particolare, con un tocco sempre ironico che non risparmia nessuno. Perché, come ci ricorda anche il titolo, più piccolo è il paese, più grandi sono i peccati.

Davide Bacchilega è nato a Lugo, in provincia di Ravenna, nel 1977. Attualmente vive a Lugo e lavora a Bologna in un’agenzia di comunicazione. Ha pubblicato anche “I romagnoli ammazzano al mercoledì” (Las Vegas edizioni, 2014), “Bad news” (Giulio Perrone Editore, 2011), di cui questo romanzo è la versione riveduta e corretta, “Deep Blue Hotel” (I fiori di campo, 2006) e “White Russian” (Incontri editrice, 2005). Diversi suoi racconti fanno inoltre parte di raccolte edite da Marcos y Marcos, Stampa Alternativa e Giulio Perrone.

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