Il libro giallo scritto da Massimo Tallone e Biagio Carillo allude alla curva delle cento lire, uno dei luoghi particolari della città di Torino

Sono tornati sulla scena del crimine Massimo Tallone e Biagio Fabrizio Carillo con “La curva delle cento lire”, un libro giallo che allude in uno dei luoghi particolari della città di Torino. “Si chiama così perché è una curva ad anello perfettamente circolare – si spiega nel libro edito nel 2016 dalle edizioni Del Capricorno – come uno snodo di autostrada. È un modo di dire. Comunque, all’interno della curva a cerchio, e anche all’esterno, verso la Stura, ci sono bassi edifici usati come depositi o magazzini, e c’è anche un piccolo borgo, poche case”.

Nevica da giorni. Una coltre bianca ricopre Torino ovattando i suoni, smorzando le luci, rallentando al minimo vitale i ritmi del grande organismo urbano. In questa sorta di sospeso torpore, esplode la notizia: nel giro di poche ore due uomini e una donna vengono ritrovati esanimi, ubriachi, vivi ma con la lingua mozzata. Un gesto d’inspiegabile ferocia.

Sulla città semi-paralizzata da quell’imponderabile sussulto d’inverno, aleggia l’orrore di un crimine seriale subito alimentato dal consueto tam tam mediatico. Lola, che vive in un precario ma confortevole equilibrio tra il suo negozio di specialità francesi nel quartiere di San Salvario e qualche lavoretto sotto copertura per la Digos, osserva il manifestarsi degli eventi da spettatrice.

Almeno all’inizio. Perché poi, all’improvviso, ci si ritrova dentro in pieno, costretta a indagare sull’identità di una delle tre vittime, che sembra provenire dritta dal suo passato lontano e vicino. E, senza volerlo, finirà per essere coinvolta in una vicenda più grande e complicata, di cui non sa controllare tempi, attori, pericoli, obbligata a fare i conti con un mondo criminale che non conosce e che la trascina più volte sull’orlo di un baratro di cui non vede i confini.

Un’indagine ad alto rischio, senza esclusione di colpi, che la porta a muoversi in un sottobosco di insospettabili individui senza scrupoli che lucrano sul doping nell’ambiente dello sport giovanile e sono disposti a tutto pur di coprire i loro sordidi traffici. Lola, questa volta, ha paura. E quando tutto sarà concluso, e come sempre accade nel grande noir contemporaneo, il bilancio finale non sarà in pari. Qualcosa, nel mondo intorno, risulterà incrinato e avrà un sapore più amaro. Lola ne uscirà diversa da come l’abbiamo conosciuta. E il lettore con lei.

Scrittore e saggista torinese, Massimo Tallone ha pubblicato con Fratelli Frilli Editori Piombo a Stupinigi(2007),Veleni al Lingotto(2008), Doppio inganno al Valentino(2009), L’enigma del pollice(2010), La manutenzione della morte(2011), Il Cardo e la cura del sole(2012), L’amaro dell’immortalità(2013).

Nel 2009 ha pubblicato il saggio Dizionario ironico della cultura italiana per Utet. Per le Edizioni e/o ha pubblicato Il fantasma di piazza Statuto(2012) e Il diavolo ai Giardini Cavour(2013). Nel 2014 ha pubblicato per Dudag l’e-book Vico Bimah e il passaggio segreto. Dal 2011 collabora con il quotidiano La Repubblica, per il quale scrive racconti seriali. È inoltre socio fondatore di Torinoire e direttore artistico della scuola di comunicazione e scrittura Facciamo la Lingua.

Biagio Fabrizio Carillo ha insegnato e collaborato alla stesura dei programmi addestrativi dell’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma dei Carabinieri. È docente di numerosi master universitari in criminologia forense e tecniche investigative presso le università di Napoli, del Salento, di Torino, di Castellanza e di Firenze. Dal 2014 è responsabile della sezione di scienze investigative dell’Accademia Italiana di Scienze Forensi fondata da Luciano Garofano. Ha scritto articoli in qualità di esperto di tecniche investigative, negoziazione e criminologia investigativa su riviste specialistiche. È inoltre anche il presidente dell’associazione culturale “Quelli che… Cesare Lombroso“.

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