Disagio giovanile, dipendenze e depressione. Analizza queste problematiche del mondo adolescenziale Marisa Giudice, medico radiologo, nel libro “Anime fragili” pubblicato dalla casa editrice Edito. In questo volume l’autrice, Marisa Giudice, cerca infatti di spiegare le motivazioni che stanno conducendo all’esplosione del disagio adolescenziale che non può essere ignorato. I problemi legati all’adolescenza sfociano troppo spesso in fenomeni di violenza, come il bullismo, in atteggiamenti deviati con un incremento costante di ragazzi affetti da depressione.

Signora Giudice, quando è nata l’idea di affrontare le problematiche del mondo giovanile? 

Lavoravo al pronto soccorso dell’ospedale Molinette di Torino e molto spesso vedevo arrivare dei ragazzi in coma etilico con famiglie che venivano svegliate nel cuore della notte per avere delle terribili notizie. All’epoca avevo uno dei miei due figli piccoli e quando frequentava la quinta elementare mi era stato chiesto di svolgere delle lezioni sulle dipendenze, come le droghe, l’alcool ed il fumo. Al passaggio delle medie ho parlato con il preside dell’”Oscar Levi” e ho portato avanti questo progetto in collaborazione con gli insegnanti”. 

Qual’è il comune denominatore dei problemi dell’età adolescenziale? 

La distruzione dei valori, la scomparsa della dimensione religiosa, la perdita di tutti i riferimenti consolidati spingono sempre di più le persone a rivolgersi al mondo dell’esoterismo. Coloro che vengono adescati nelle sette sono sempre i ragazzi più fragili ed i numeri sono allarmanti. In assenza di modelli forti, ecco che i ragazzi trovano in rete come modello il bullo o lo youtuber di turno. I dati sono allarmanti. Secondo l’Osservatorio Nazionale dell’adolescenza 8000 adolescenti dagli 11 ai 12 anni dichiarano di aver messo in atto condotte autolesioniste, circa il 20% degli adolescenti si fa intenzionalmente del male e di questi ben il 14% lo esegue in modo ripetitivo. Dietro bullismo, ai giochi che sfidano la morte, c’è sicuramente la volontà dei ragazzi di farsi sentire, di voler sentirsi qualcuno di fronte agli altri”. 

Di fronte a questi problemi qual è la responsabilità dei genitori? 

Essere genitori implica la responsabilità nell’educazione dei propri figli e la maggior parte di loro sbaglia quando giustifica a prescindere. Molte volte, poi, i genitori stessi fanno finta di non vedere che il proprio figlio sta attraversando una situazione di crisi e di disagio. Anche gli insegnanti avvertono questo cambiamento dei ragazzi in peggio ma non riescono a capire come poterlo risolvere”. 

Droga, fumo e alcool oppure esistono altre dipendenze da tenere sotto controllo?

Molto spesso i ragazzi hanno la necessità di staccarsi dalla realtà per crearne una virtuale ed ecco che l’utilizzo spropositato di videogiochi, soprattutto quelli di guerra, aumenta l’aggressività. La dipendenza da videogiochi – spiega Marisa Giudice – porta pian piano i ragazzi a soffrire di insonnia tecnologica e nella maggioranza di loro, poi, prende piede la depressione. E’ anche diffusa la dipendenza dei ragazzi alle serie televisive”. 

Quali soluzioni si possono attuare per aiutare i ragazzi? 

Per prevenire i disagi del mondo giovanile sarebbe importanti creare nelle città dei centri di aggregazione sani. A Chieri ad esempio manca un teatro comunale e sarebbe davvero importante averlo per dare modo ai ragazzi di esprimersi anche attraverso la cultura e l’arte.

Prima di “Anime fragili” aveva scritto altri libri?

Nel 2016 ho scritto “Le Porte del Diavolo” in cui racconto l’incontro con un padre esorcista di Chieri con cui collaboro da ormai 5 anni. Sono rimasta colpita perché in lui ho trovato una delle più belle figure della Chiesa, una persona che accoglie tutti senza distinzione di razza o religione, senza giudicare e gratuitamente”.

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