Il libro su Fausto Coppi scritto dal giornalista Beppe Conti verrà presentato lunedì, 15 aprile, alle 21 nella nella biblioteca civica di Chieri

CHIERI, 15 aprile 2019 – Quest’anno ricorrono i 100 anni dalla nascita di Fausto Coppi. Con l’occasione il giornalista sportivo Beppe Conti propone il libro “Fausto Coppi. Il primo dei più grandi”. Nel lavoro l’autore ha stilato una classifica che sarà un’occasione per far discutere e per raccontare le storie, le avventure ed i trionfi dei dieci più grandi ciclisti di tutti i tempi. Il volume edito dalla casa editrice Graphot verrà presentato lunedì, 15 aprile, alle 21 nella sala conferenze della biblioteca civica “Nicolò Francone” di via Vittorio Emanuele II 1. Insieme all’autore saranno presenti il giornalista Luca Ceste, redattore sportivo del Corriere di Chieri, l’ex ciclista Franco Balmamion vincitore di 2 edizioni del Giro d’Italia, e Faustino Coppi, il figlio del campione.

Nella seconda parte del libro 23 personaggi che vivono con passione il grande ciclismo rivelano le loro preferenze, creando classifiche più che mai curiose da leggere: giornalisti celebri, da Gianni Mura a Massimo Gramellini e tanti altri, imprenditori come Alfredo Ambrosetti ed Ennio Doris, medici e manager. Nella parte conclusiva del libro è invece presente un omaggio fotografico per rivivere la sua leggenda.

Il corridore nativo di Castellania, in provincia di Alessandria, fu il più grande campione dell’epoca d’oro del ciclismo tra gli Anni Quaranta e gli Anni Cinquanta, nell’immediato Dopoguerra. Professionista dal 1939 al 1959, Coppi conquistò per cinque volte il Giro d’Italia, un record condiviso con Binda e Merckx, e per due volte il Tour de France diventando anche il primo corridore ad imporsi nello stesso anno nelle due grandi corse a tappe.

Numerose anche le sue vittorie nelle gare in linea. Coppi, infatti, vinse per 5 volte il Giro di Lombardia, 3 edizioni della Milano-Sanremo nel 1950 in Belgio anche le classiche Parigi-Roubaix e Freccia Vallone. Si laureò nel 1953 campione del mondo tra i professionisti e su pista fu campione del mondo nell’inseguimento e primatista dell’ora con 45,798 chilometri, record che rimase in piedi dal 1942 al 1956. Celebre fu anche il suo dualismo con Gino Bartali che in Italia divise gli appassionati.

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