Martisor
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Il Martisor, la festa di primavera dell’Europa dell’Est

Il Martisor è la “Festa di Primavera” celebrata da molte popolazioni dell’Est Europa. E’ una ricorrenza tipica della Romania ma anche della Macedonia, della Moldavia e della Bulgaria. Letteralmente significa “piccolo marzo”, ed è una tradizione che accoglie con gioia l’arrivo della bella stagione e del caldo, ed è considerata un portafortuna.

Come si celebra il Martisor

In base al Paese in cui è celebrato il Martisor, le tendenze possono subire qualche piccola variazione. La prima celebrazione del Martisor risale a marzo del IX secolo, una tradizione che si è tramandata fino a oggi. Il Martisor è un omaggio alla primavera e si celebra il 1° marzo.

Consiste in balli folcloristici e nel regalare alla persona amata, o comunque a una persona cara, un nastro, un amuleto, un fiocco o una spilla di fili intrecciati di colore bianco e rosso. Chi riceve il dono, deve indossarlo per tutta la prima settimana di marzo come portafortuna, poi appenderlo al ramo di un albero in attesa della fioritura. L’intreccio dei due colori simboleggia anche l’unità tra uomo e donna. Dal 2018, il Martisor è diventato patrimonio dell’Unesco.

La leggenda del Drago e del Sole

Ci sono tantissime leggende legate alla festa del Martisor, una delle più curiose e originali è quella del Drago e del Sole. Secondo la leggenda, un giovane uomo partì diretto verso il sole, che da tempo era intrappolato e avvolto da un drago. Passarono tre stagioni, prima che il ragazzo arrivasse al sole, dove lottò con tutte le sue forze con il drago per liberare la stella. Durante la battaglia, sulla neve bianca colarono delle gocce di sangue. Ecco perché, durante il Martisor, si intrecciano il bianco e il rosso per combattere l’inverno e i suoi mali e annunciare l’arrivo della primavera.

Il Martisor al tempo dell’Impero Romano

Nell’Antica Roma c’era un’usanza che coincideva con l’arrivo del mese di marzo molto simile al Martisor. In questo periodo, infatti, si celebrava il Matronalia, in onore della dea Giunone, dove gli uomini erano soliti fare dei doni alle madri e alle mogli. Senza contare il fatto che il 1° marzo era considerato il primo giorno dell’anno nuovo, un po’ come nei paesi balcanici è considerato l’inizio della bella stagione.

Barbara Graneris
Nata a Torino, è giornalista, editor e scrittrice. Ha collaborato con alcune testate locali e pubblicato quattro romanzi d’amore. Ama leggere, la musica, Ed Sheeran, il sushi ed è una grande tifosa di calcio.

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