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La Divina Commedia diventa un racconto di viaggio

Dalla calata alle profondità dell’inferno si arriva alle vette paradiso. La Divina Commedia di Dante Alighieri è una straordinaria avventura, segnata da incontri memorabili e da colpi di scena. A 700 anni dalla morte del Poeta e in apertura dell’anno dantesco 2021, Marco Bonatti, giornalista torinese appassionato da sempre della produzione dantesca, firma una rivisitazione della Divina Commedia come straordinario racconto di viaggio: Dante a piedi e volando. Il volume esce per i tipi dell’editrice milanese Ets, con prefazione di Andrea Ricciardi, presidente della Società Dante Alighieri.

Divina Commedia, narrazione popolare

La Commedia è un poema complicato ed erudito, ma è comunque innanzitutto una narrazione popolare. È proprio su questo aspetto che Bonatti concentra la sua rilettura. “Quando un libro si legge con piacere e con facilità bisogna alzare la guardia”, avverte Andrea Ricciardi in Prefazione. E infatti “l’Autore nell’introduzione manda una sorta di avvertimento larvato ai lettori, paragonando la Commedia al baule trovato da Edmond Dantes nella grotta dell’isola di Montecristo. Ora Bonatti con uno studio appassionato, conduce una sua esplorazione (che chiama viaggio) all’interno della complessa costruzione dantesca, dividendola in due momenti: a piedi e volando. Il riferimento alla cosmologia della Commedia è chiaro: Inferno e Purgatorio Dante li percorre camminando (nel primo regno, scendendo all’interno dell’imbuto delle sofferenze e nel secondo salendo il monte della purgazione e della speranza). Il Paradiso è un volo fra luci sempre più forti e canti sempre più belli”.

Marco Bonatti e la passione per Dante Alighieri

Bonatti è un opinionista blasonato. Per 30 anni ha diretto il settimanale cattolico di Torino La voce del popolo, tuttora scrive per Avvenire, per l’Osservatore romano, Famiglia cristiana e altre testate. È responsabile della comunicazione nella Commissione diocesana per la Sindone, e ha guidato tutte le ostensioni della Sindone, dal 1978 a oggi.

La passione per Dante e per la Commedia è nata per Bonatti sui banchi del liceo classico D’Azeglio. È poi proseguita all’Università di Torino e non si è mai smorzata. “La Commedia è un campo minato di emozioni, immagini, trucchi – scrive lui stesso, da profondo conoscitore dell’opera – a ogni passo si rischia di saltare in aria…Entrando nella Commedia, magari senza un lungo studio, ma certo con un grande amore si vive questa sensazione esaltante di scoprire un tesoro. Ed è facile non raccapezzarsi più di fronte allo splendore del tesoro”.

Dante, uomo deluso, ma mai vinto

A ogni tortuoso passaggio della Divina Commedia per tenere salda la rotta della lettura, basta ricordare il carattere “popolare” del poema. “La Divina Commedia parla della vita e della morte, di Dio e della giustizia; è scritta in prima persona da un uomo arrabbiato e pieno di delusioni che non si dà per vinto. Un uomo capace di piangere e di smarrirsi, ma che non perde mai la speranza”.

 

 

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