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Brexit, quale impatto per le aziende di Torino e provincia?

TORINO – Il Regno Unito è il primo Paese a lasciare l’Unione Europea da quando l’organizzazione internazionale è stata fondata. Londra aveva aderito nel 1973 e si ritira 47 anni dopo. L’ultimo passaggio formale, ma necessario, è stato il voto di ratifica dell’Europarlamento avvenuto ad inizio gennaio.

Sono da poco iniziati, però, 11 mesi di transizione durante i quali i rapporti commerciali del Regno Unito con l’Unione Europea rimarranno sostanzialmente gli stessi.

Una legge inglese, creata recentemente ad hoc, vieta tuttavia l’estensione del periodo di transizione. Se entro maggio non saranno raggiunti gli accordi su tutti i punti, il Regno Unito sarà comunque fuori.

I trend dell’export nell’ultimo anno

Se i negoziati dei prossimi mesi non andranno a buon fine, potrebbero rispuntare i dazi sui prodotti scambiati tra Ue e Regno Unito e soprattutto il settore agroalimentare seguirà con attenzione che cosa succederà. Nell’export il trend della provincia di Torino vede un calo con 710,2 milioni di euro (-5,7%), a cui si è contrapposta una crescita delle importazioni fino a 304,6 milioni di euro (+5,2%).

Il saldo della bilancia commerciale rimane comunque positivo (+405,6 milioni di euro), ma in peggioramento rispetto al 2018. Il 45% delle vendite torinesi è imputabile ai mezzi di trasporto, in calo del 9% rispetto al periodo gennaio-settembre 2018.

Nella categoria, in particolare, a soffrire maggiormente sono le esportazioni di autovetture che vedono una battuta d’arresto del 19%. Al contrario le vendite di parti e componenti di autoveicoli si mantengono positive (+1,9%). Un dato in controtendenza rispetto ai trend riscontrati verso altri grandi Paesi europei. Come ed esempio la Francia, dove le vendite di parti e componenti subiscono un rallentamento del -4,7%, e la Germania (-0,4%) ed extraeuropei (Stati Uniti -13,9%).

L’analisi di Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di Commercio di Torino

“Molti aspetti economici saranno più chiari nei prossimi mesi – dichiara Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di Commercio di Torino – e si vedrà che cosa succederà per eventuali dazi. Una conseguenza prevedibile per i nostri imprenditori che esportano componenti di autoveicoli, prodotti agroalimentari o tessili è che le pratiche per l’esportazione saranno più complicate. Presumibilmente dovranno richiedere alla Camera di Commercio alcuni documenti, come i Certificati di origine.

Già dall’anno scorso i certificati possono essere richiesti attraverso il pratico invio telematico di CERT’O, ma in questi giorni a Torino stiamo sperimentando anche la loro stampa direttamente in azienda – prosegue il Presidente della Camera di Commercio di Torino – Guardando poi alla nostra bilancia commerciale, vorrei sottolineare che ci sono molti imprenditori che manifestano largamente la consapevolezza di trovarsi ad operare in un contesto mondiale con più fattori perturbanti”.

Redazione
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