Quella dei binaural beats, o battimenti binaurali, è una tecnica che produce effetti benefici non solo sulla psichema anche sull’intero organismo.

Il rigore scientifico nel campo della medicina e della farmacologia è sicuramente la via maestra per quanto riguarda la salute del nostro organismo, ma è pur vero che la ricerca spesso è frutto di tendenze culturali, oppure soggetta a variabili economiche, per cui vale la pena di essere curiosi e indagare in campi non del tutto omologati.

È il caso dei binaural beats, battimenti binaurali, tecnica che produrrebbe effetti benefici non solo sulla psiche, bensì anche sull’intero organismo.

A scoprire questo fenomeno, cioè un sistema complesso di interazione tra onde cerebrali e stati di benessere psicofisico fu H.W. Dove, già nella prima metà del 1800, che tuttavia venne catalogato come una sorta di curiosità, finché, dopo quasi un secolo e mezzo, Gerald Oster definì i battimenti come uno strumento efficace nell’ambito delle neuroscienze cognitive.

Cosa sono i binaural beats?

L’udito degli umani non percepisce frequenze sotto i 20 cicli al secondo, Hz, mentre l’attività cerebrale rilevata dall’elettroencefalogramma si sviluppa tra i 0,5 e 30 Hz al massimo. In particolare possiamo distinguere 4 stati: Beta dai 13 ai 30 Hz che risponde allo stato di veglia e attività, Alfa tra 8 e 13 Hz che monitora uno stato di rilassamento e riposo, Theta tra i 4 e 8 Hz di sonno profondo ed infine Delta dove siamo quasi al coma.

La tecnica dei battimenti rende possibile la percezione di queste frequenze attraverso l’uso di due cuffie auricolari con frequenze disomogenee, cioè, ad esempio 495 Hz nell’orecchio sinistro e 505 Hz nel destro; piccole dissonanze che non consentono di percepire due suoni differenti, ma che hanno un effetto inaspettato. Il nostro cervello, dopo qualche minuto, si sintonizzerà sulla frequenza ottenuta dalla differenza tra le due emissioni ed il risultato sarà come trovarsi nello stato Alfa, oppure Theta, se il divario acustico sarà ancora minore, ovvero intorno ai 4 Hz.

In sostanza un elettroencefalogramma eseguito in tale contesto mostrerebbe come la sua traccia viene modificata dai battimenti binaurali riuscendo così ad esprimere attività elettriche in modo indotto. Ci sono frequenze che inducono il riposo, il sonno, aiutano la guarigione e producono benessere in diversi modi. Per chi vuole sperimentare basta un paio di cuffie collegate ad un PC e la semplice ricerca in rete delle frequenze da ascoltare.

Categories: Benessere Sanità

Tu cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.