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Beauty green, la tendenza ecosostenibile della bellezza

Proprio come la cucina, che sta riavvicinandosi sempre di più all’autenticità della campagna e al Chilometro Zero , anche il mondo del beauty sta assumendo tonalità green. Ma guai a pensare ad un’involuzione del settore, anzi. Secondo i dati riportati da Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, sono stati quasi duemila gli italiani, prevalentemente donne, che lo scorso anno si sono affidati affidati alla bellezza amica dell’ambiente.

Quali sono le ragioni del successo della beauty green

Innazitutto, le persone sono più consapevoli sulle dinamiche che costituiscono le diverse fasi di produzione di un cosmetico.

Per quanto riguarda la fase di test, le leggi in materia sono ben chiare: dal marzo 2013 l’UE ha vietato la sperimentazione di prodotti ad uso cosmetico sugli animali. Questo però non esclude che, se il beauty product contiene elementi farmacologici, questi non siano stati testati su esseri viventi a 4 o 2 zampe.

La soluzione al dilemma amletico è semplice e si chiama INCI, la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici. Prima di comprare un cosmetico marchiato “green” è bene verificare le sostanze di cui è composto, che non devono includere pergolatisiliconi o altre sostanze chimiche potenzialmente dannose per uomini e animali. Se l’INCI del prodotto ha un suono “latineggiante”, con desinenze di derivazione classica, significa che il prodotto ha un’origine realmente naturale e non sarà troppo aggressivo sulla pelle. 

Ma non è tutto, anche l’involucro del prodotto deve essere ecologico, ecocompatibile, riciclabile. Secondo una ricerca effettuata da Human Highway per Cosmetica Italia nei prossimi decennio il packaging diventerà sempre più ambientalista. 4 consumatori su 10 e la maggioranza delle imprese cosmetiche, 6 su 10, lo immaginano ecocompatibile, biodegradabile e oggetto di riutilizzo. 

Il popolo italiano appassionato di bellezza, in effetti, parla chiaro: oltre a volere confezioni 100% biodegradabili (36,3%) esige prodotti cruelty free (34,3%) senza glutine, olio di palma e parabeni (25,3%). Ma quest’ultima condizione agli uomini, un segmento di mercato ancora tutto da esplorare, non interessa più di tanto. Anche loro, proprio come le donne, sono maggiormente sensibili alla fase di test sugli animali.

La cosmetica del futuro è sempre più green e predilige il contenuto ai contenitori

Perché con la skincare e il PH naturale della pelle gli italiani non sembrano essere disposti a scherzare.

Redazione
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